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"Kilometrozero" di Aniceto Fiorillo (intervista)

Cari lettori, stasera vi presento l'autore di "Kilometrozero"  :)


Parlaci un po' di te

Sono nato in provincia di Napoli, e da lì, poi, ho viaggiato molto in Europa e in Italia sia per necessità che alla ricerca di un lavoro che mi desse la tranquillità per poter scrivere; ora da due anni vivo a Roma dove insegno italiano e geografia in una scuola media; mi sento abbastanza tranquillo e appagato in questo momento. Mi piace vivere a Roma, mi dà un grande senso di libertà, di muoversi senza controlli, e di scoprire ogni giorno cose nuove. Inoltre, Roma è vicina a Napoli, e quando sei stanco e hai bisogno di staccare la spina, servono solo due ore per tornare!

Hai altri in mente di scrivere altri libri?

Ho tanti progetti in cantiere e tante storie che si perdono nella mia testa e nei files word del mio computer, mi piacerebbe portarli tutti alla luce: chissà se un giorno accadrà! Mi piace molto sperimentare, e desidererei pubblicare una serie di racconti particolari, con diverse tematiche in cui parlo di scuola, di immigrazione, di viaggi e di luoghi in cui sono stato. Li vorrei chiamare Racconti disaccordati proprio per mettere in evidenza le loro differenze.

Come nasce "Kilometrozero"?


Kilometro zero nasce dalla mia passione per i viaggi, e dall’amore nei confronti dei posti in cui sono stato e ho vissuto, che, inoltre, ritornano anche nel romanzo. In seconda battuta, il romanzo nasce anche dai tanti racconti di donne ucraine e dell’est in generale che ho incontrato nel sud Italia. Donne che lavoravano come badanti o come donne delle pulizie, e che in Ucraina erano impiegate in tutte altre faccende. Questo aspetto mi ha sempre intrigato, e come se queste signore avessero due vite, due famiglie. Infine, Bruno, il protagonista è in viaggio per sua madre, e partendo dal rapporto di amore che ho nei confronti di mia madre, ho voluto raccontare come madre e figlio possano essere così uniti, in un legame inscindibile, anche aldilà della vita terrena.

Commenti

  1. Da quanto leggo in questa intervista, sembra il libro del maschile che entra nel femminile, nel suo opposto, con curiosità, ammirazione e rispetto. E con l'amore che solo la prima donna della sua vita sa insegnargli. A dare e ricevere. Dentro il mondo.
    Ho sempre ritenuto particolarmente geniali i napoletani, ho già inserito questo libro tra le letture del 2017. Grazie.

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